Guerra del Vietnam: cronologia eventi, guerra d’Indocina e guerra Fredda

La guerra de Vietnam ha rappresentato un conflitto armato combattuto tra il 1955 e il 1975, prevalentemente all’interno del Vietnam del Sud tra le forze insurrezionali filo-comuniste, insorte contro il governo autoritario filo-statunitense e le forze della Repubblica del Vietnam, creata successivamente alla conferenza di Ginevra nel 1954.
Il contesto storico dovuto alla guerra d’Indocina
La guerra del Vietnam viene ricordata odiernamente come un conflitto piuttosto cruento, ribattezzato per l’appunto in ‘sporca guerra’, sotto la coniazione del termine da parte dei francesi a seguito del conflitto d’Indocina avvenuto tra il 1946 e il 1954, combattuta all’interno degli stessi luoghi territoriali a tentativo della Francia di rientrare in possesso dei vecchi territori coloniali.
Nonostante il notevole impiego coloniale la guerra d’Indocina si risolse con una sconfitta da parte della Francia, nonostante il suo impegno in battaglia e il sostegno logistico concesso da parte degli Stati Uniti d’America. A sancire la sconfitta della Francia fu il termine dello scontro del campale di Dien Bien Phu, avvenuto il 7 maggio del 1954, lasciando guadagnare terreno a Ho Chi Minh e al movimento Vietminh. A riunirsi in commissione per la conferenza pacifista di Ginevra furono i paesi di Stati Uniti, Cina, Unione Sovietica e Regno Unito, arrivando alla suddivisione degli stati indonesiani in Laos, Cambogia, Vietnam del Nord e Vietnam del Sud.
Nel Vietnam del Nord si costituì una repubblica popolare di tipo totalitario comunista, guidata espressamente da Ho Chi Minh e dal movimento Vietminh, mentre nel Vietnam del Sud venne istituito il governo autoritario del presidente cattolico Ngô Đình Diệm, appoggiato dagli Stati Uniti. In seguito all’ostilità di Diệm contro i gruppi vietminh si crearono alcuni nuclei contro il governo di Saigon ad inizio del 1957, andando a peggiorare la situazione del Vietnam del Sud nel corso degli anni. Nel 1960 venne annunciata la costituzione del “Fronte di Liberazione Nazionale”, integrante le forze di resistenza comuniste ed elementi di opposizione al regime di Diệm, sotto una guida del tutto comunista in realtà, sotto lo schieramento degli Stati Uniti contro il comunismo, sfociante in una guerra civile.
Effetto Domino degli Stati Uniti d’America
L’intervento degli Stati Uniti d’America si ispirò alla teoria dell’effetto domino, a contrasto del comunismo già vigente all’interno del Vietnam del Nord, onde evitare una diffusione globale estesa all’intera Indocina. Proprio per tale motivazione il governo USA si era schierato in favore del Vietnam del Sud di Ngo Dinh Diem, un leader poco amato e apprezzato dal punto di vista dei cittadini. Nel 1963 il presidente americano John F. Kennedy estese il contingente dei ‘consiglieri militari’ sotto lo scopo di preparare alla sommossa il Vietnam del Sud.
Gli Stati Uniti d’America entrarono ufficialmente in conflitto contro le forze comuniste del Vietnam del Nord a seguito dell’attacco del Vietnam del Nord alla marina degli Stati Uniti presso il Golfo di Tonchino, diventando un vero e proprio intervento bellico nel 1964 sotto la presidenza di Lyndon Johnson, mentre i bombardamenti iniziarono nel 1965.
Nel 1968 i costi dell’offensiva bellica avevano raggiunto un costo pari a 77 miliardi all’anno, optando per una serie di strategie del tutto fallimentari contro i guerriglieri del Vietcong, definiti dal leader cinese Mao Tse Tung come combattenti inafferrabili, i quali costrinsero gli americani a ritirarsi definitivamente dal conflitto. I guerriglieri del Vietcong riuscirono inoltre a contare sul sostegno delle popolazioni rurali ostili al Vietnam del Sud, aiutandoli in cambio della libertà, nonché sotto il supporto delle potenze comuniste di Unione Sovietica e Cina.
La Guerra Fredda tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica
Con il termine guerra Fredda si indica espressamente la contrapposizione politica tra gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica nel 1947. Nonostante non possa essere definita come uno scontro armato tra le due potenze il conflitto si svolte contro gli schieramenti politici del capitalismo e del comunismo, dando vita allo scoppio di diverse guerre regionali.
La teorizzazione della guerra fredda interessò Stalin da una parte e Winston Churchill, primo ministro britannico, dall’altra. Stalin, rivoluzionario, politico e militare sovietico, creò alcuni stati-satellite alle porte dei confini dell’URSS, sotto l’imposizione del comunismo in stati quali Polonia, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria. Nel 1948 la Jugoslavia di Tito si ribellò a tale processo, mentre il forte impiego statunitense coinvolse anche l’Europa arrivando all’istituzione dell’European Recovery Program, noto come Piano Marshall nel 1947, prevedendo aiuti economici e bellici ai paesi europei.
Anche in Corea del Sud Truman non esitò a a inviare forze speciali per contrastare le forze comuniste, mentre il suo successore Dwight David Eisenhower governò tra il 1952 e il 1960, tra livelli record in campo economico e conflitti di carattere razziale contro i neri. Il presidente Kennedy varò la formazione dei Corpi della Pace formati da associazioni di volontari per favorire il progresso nei paesi del Terzo Mondo, varando il piano di “Alleanza per il progresso”. Kennedy istituì successivamente il blocco dell’isola contro la minaccia comunista, sfidando apertamente la reazione sovietica.
La morte del presidente Kennedy, avvenuta nel 1963 in un attentato a Dallas in Texas, portò alla guida del governo Lyndon B. Johnson, il quale estese la politica di natura razziale, sotto nuovi tumulti e l’assassinio del leader nero Martin Luther King, promuovendo l’impiego delle forze militare in Indocina, arrivando alla guerra del Vietnam.
