Celti: popolazione, storia, religione, lingue e arte

I Celti erano rappresentati da un’insieme di popoli indoeuropei estesi ad un’ampia area europea, delle isole britanniche e del Danubio, nel massimo periodo di splendore nel IV-III secolo a.C. Queste popolazioni erano unite da un’unico fondo linguistico indoeuropeo e un’unica corrente religiosa. A livello politico i Celti rimasero sempre frazionati in conseguenza ai vari gruppi tra cui i Britanni, i Galli, i Pannoni, i Celtiberi e i Galati. A partire dal II secolo a.C. le popolazioni celtiche furono soggette alla repressione politica, culturale e militare da parte degli invasori germani e romani.
Storia ed espansione della popolazione celtica
I Celti venivano chiamati anche Galli dalle popolazioni romane, Galati dalle popolazioni greche, consistendo un insieme di popoli giunti dalla Germania meridionale verso la Gallia, ovvero l’attuale Francia, Belgio e Inghilterra intorno al 2000 a.C. Le successive espansioni dei Celti li portarono a viaggiare per diversi territori da Occidente raggiungendo la Spagna, nella Galizia, originando le tribù dei Celtiberi mescolandosi con gli Iberi originari dei luoghi; raggiungendo i Balcani e l’Asia Minore verso Oriente; in Italia verso Sud in particolar modo nelle aree del Piemonte, Lombardia, Emilia e Marche.
Uno dei documenti più significativi legati alla storia e alla cultura delle popolazioni Celte risulta essere il ‘De bello gallico’ di Cesare insieme alle testimonianze archeologiche di epoca successiva. Come descritto dall’opera di Cesare gli insediamenti dei Celti si distinguevano tra: oppida a significare le città, i vici ossia i villaggi e aedificia privata per le singole fattorie. Gli oppida rappresentavano il fulcro delle città all’interno delle quali gli abitanti si destreggiavano nelle arti artigiane, nella costruzione di santuari e luoghi di mercato estendendo la propria rete commerciale grazie allo scambio delle monete, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti archeologici.
Ogni oppida veniva suddivisa a sua volta in strade e piazze, presentando nella maggior parte delle volte un’acropoli fortificata a sede dei governanti in direzione del punto più alto. Il settore agricolo dei Celti si basava soprattutto sulla coltivazione degli ortaggi e cereali, mentre la viticoltura fu introdotta in seguito ad opera dell’intervento romano. Oltre all’agricoltura le popolazioni dei Celti basavano il proprio sostentamento sul settore dell’allevamento di bovini da latte e traino, equini, pollame.
Poteri religiosi e politici nella storia dei Celti
Il potere politico all’interno delle popolazioni dei Celti era sostenuto dai principi, così chiamati da Cesare, mentre il potere religioso passava nelle mani dei druidi. Al di sotto di tali categorie si trovavano gli uomini liberi sotto un’occupazione lavorativa e gli schiavi, generalmente prigionieri di guerra privi di qualsiasi diritto, inseriti all’interno di lavori pesanti. I principi non svolgevano alcuna attività lavorativa, avvalendosi della figura di un magistrato e di un consiglio di anziani per l’amministrazione del governo.
Gli uomini di fede, i druidi, godevano di importanti privilegi frapponendosi tra il mondo degli dei e quello degli esseri umani, sotto la celebrazione di riti, sacrifici umani, interpretazione dei vari presagi. I driudi vantavano un’apprendimento all’arte dei testi Sacri lungo un ventennio prima di poter esercitare il proprio ruolo, vietando qualsiasi documentazione scritta religiosa, motivo per il quale ad oggi si conosce pochissimo della fede celtica.
Testimonianze dell’arte celtica
A testimonianza spirituale delle popolazioni celtiche si trovano soprattutto le diverse opere artistiche senza alcuna firma da parte degli autori, in virtù del divieto di trascrivere le proprie divinità rappresentative. A dimostrazione dell’arte spirituale dei Celti si trovano diversi simboli quali il Lugh, detto il Luminso, amante della fionda e del giavellotto; il Dio del fulmine Taranis rapportato a Giove dai romani; il Dio della guerra Teutates e la seconda divinità più importante Esus, detto il Buono. A livello architettonico i Celti si servivano di capanne di forma rotonda realizzate in materiali quali legno, argilla e paglia.
