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In questa pagina intendiamo presentare alcune figure di insegnanti
del nostro Liceo che abbiamo ritenuto più emblematiche di due diverse fasi della sua
storia (e dunque della storia del nostro paese): gli anni del periodo fascista, e gli anni
settanta, caratterizzati dai fermenti e dalle inquietudini della contestazione giovanile.
Siamo perfettamente consapevoli del fatto che le figure significative e soprattutto gli
insegnanti validi che il nostro Liceo ha avuto in entrambe queste fasi non si limitano
affatto a questo numero. Ci scusiamo pertanto con tutti quelli che, pur meritevoli di
essere adeguatamente rappresentati in questa pagina, sono solo stati citati: ci capirà
forse chi conosce quanto lavoro e quante ore di tavolino richieda la compilazione delle
pagine Web!!
La prima di queste figure è quella del
professor Mario Untersteiner
(1899-1981). Egli insegnò al Berchet dal 1926 fino all'anno della Liberazione, anno in
cui fu designato preside per decisione delle autorità della Milano appena liberata. Non
esitiamo a definirlo una delle massime figure di studioso ed insegnante del nostro Liceo.
Apprezzato già da colleghi e studenti per le sue qualità intellettuali, umane e morali,
il professor Untersteiner fu già durante il periodo dell'insegnamento liceale un
grandissimo studioso di letteratura greca e di storia delle religioni. Quantunque in
questa sede sarà assai difficile rendere appieno tangibili la mirabile vastità della sua
dottrina, e la straordinaria importanza di alcune delle sue ricerche, tuttavia riteniamo
il nostro tentativo di mostrarne l'evoluzione del pensiero e della formazione, un tributo
doveroso, del suo Liceo, nell'età dell'Elettronica e dell'Informatica, a uno dei suoi
più grandi Maestri.
La seconda e terza sezione sono costituite da un brevissimo
ricordo della figura e dell'opera di due altri insigni insegnanti e studiosi del Liceo
Berchet degli anni venti e trenta: il professor Fausto Ghisalberti (1892-1975), e il professor
Ugo Guido Mondolfo (1875-1958).
Insigne medievalista e dantista il primo, è tuttora ricordato ed amato dalle prime
generazioni degli studenti del Berchet per lo spessore intellettuale del suo insegnamento,
per le magistrali letture dantesche, e per lo spirito di sincero antifascismo che seppe
trasmettere dalla cattedra del Liceo alla sezione B, dove insegnò Italiano per oltre
trent'anni. Protagonista il secondo del socialismo milanese già negli anni del primo
conflitto mondiale, condivise la sezione B del liceo con gli altri due illustri colleghi,
contribuendo con loro a formare le coscienze dei giovani ai valori della giustizia e della
libertà.
Nella quarta parte di questa sezione, abbiamo individuato, nella
figura della professoressa Nedda
Sacerdoti un particolare significato per la nostra sezione storica.
Infatti ella è stata sia studentessa, sia insegnante al Berchet. Colpita dall'abominio
delle leggi razziali del 1938, ci offre una singolare, diretta testimonianza di come il
Berchet seppe e volle, dietro le quinte, reagire a tanta vergogna. Nella seconda parte
della pagina a lei dedicata, vi presentiamo il metodo, da lei adottato come insegnante, di
riproporre, negli anni caldi della contestazione liceale, negli anni della sinistra
extra-parlamentare e della singolare tragedia del terrorismo contro lo Stato, la
tradizionale formula degli studi a sfondo classico, pure adattata ad interlocutori così
esigenti come gli studenti di venti anni fa, per formarne le coscienze a quei valori che
essi troppo spesso credevano di scoprire dal nulla. Volete sapere come la prof. Sacerdoti
ci riuscì? Leggete con attenzione la nostra intervista...
Infine, last but not least, dedichiamo
un doveroso e sentito omaggio alla figura di allievo ed insegnante del
Berchet, il professor Pio Foà
(1895-1943), a cui è stata dedicata una lapide
nell'atrio del Liceo, in memoria del sacrificio della vita sua e del
figlioletto Giorgio, caduti vittime della ferocia nazista ad Auschwitz nel
1943. Le due immagini pubblicate in questa memoria, che dobbiamo alla
gentilezza e sollecitudine della famiglia Untersteiner, sono - forse - le
uniche testimonianze esistenti del rapporto - pure così stretto - che il
prof. Foà ebbe con il Liceo Berchet. Segue anche l'intervista concessaci
dalla sig. Bianca Lopez
Voghera, stata allieva del prof. Pio Foà dopo l'infamia
delle legge razziali del 1938.
Nell'anno 2004 il preside Prof.
Innocente Pessina ottiene tramite Alberto Savorana un'interessante
intervista, espressamente rilasciata da
Don Luigi Giussani per il Liceo
Berchet.
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