OPEC
OPEC è l’acronimo di “Organization of the Petroleum Exporting Countries” - organizzazione dei paesi esportatori di petrolio -. E' stata fondata durante Conferenza di Baghdad nel Settembre del 1960, inizialmente ne facevano parte 5 Paesi (Iran, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita e Venezuela), in seguito il loro numero è salito ad 11, con l'ingresso del Qatar (1961), dell'Indonesia (1962), della Libia (1962), degli Emirati Arabi Uniti (1967), dell'Algeria (1969) e della Nigeria (1971).
Insieme coprono circa il 40% della produzione petrolifera mondiale e il 14% di quella di gas naturale. Nel loro sottosuolo, inoltre, è racchiuso quasi l'80% delle riserve di petrolio planetarie, un quarto lo detiene la sola Arabia Saudita.

Si tratta di un’organizzazione internazionale che raggruppa alcuni stati che hanno nell’esportazione del petrolio la loro maggiore fonte di entrate economiche. Proprio perché la più consistente fonte di guadagni di questi paesi è data dalla vendita del greggio (detenuto per la maggior parte da questi Stati), risorsa, che, una volta esaurita, necessita milioni di anni per riformarsi, l'OPEC controlla e limita la produzione di petrolio da parte dei paesi membri.
 
Obiettivo dell’organizzazione è la stabilità del mercato del petrolio, attraverso una regolazione dei livelli di produzione dei paesi membri che aiuti a mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta. 

ESEMPI DI RICHIESTA ED OFFERTA MONDIALE DI PETROLIO (IN MILIONI DI BARILI AL GIORNO)

ANNO

1993

1994

1995

1996

1997

2002

RICHIESTA TOTALE

67,3

68,4

69,9

71,6

73,5

75,5

OFFERTA TOTALE

67,8

68,5

69,8

71,9

72,4

73,9

COME LAVORA L'OPEC
I paesi membri organizzano frequenti incontri tra i propri ministri del petrolio, al fine di coordinare ed unificare le proprie politiche petrolifere. Questi incontri, chiamati Conferenze, si tengono per lo meno due volte all'anno.
 Sebbene la quota di produzione petrolifera Opec sia meno della metà di quella mondiale, in realtà la sua percentuale sul petrolio scambiato nei mercati internazionali sale al 60%.
Infatti una grossa fetta della produzione petrolifera degli estrattori non aderenti all'Opec viene destinata al fabbisogno interno dei vari paesi. Scegliendo di estrarre più o meno petrolio, dunque, i paesi Opec possono influenzare il prezzo greggio di tutto il mondo. Tuttavia non bisogna dimenticare che una cosa è il -prezzo del petrolio e un'altra quella dei suoi derivati, come la benzina, dove incidono molto anche i costi di trasporto, raffinazione, distribuzione e più pesanti di tutto, le tasse.

 

BREVE STORIA DELL' OPEC
Con la Carta approvata a Caracas dai paesi fondatori nel 1960, l'OPEC perseguiva tre obiettivi: incrementare gli introiti dei paesi membri per favorirne lo sviluppo economico e sociale; stabilire un maggiore controllo sull'estrazione del greggio; unificare le politiche produttive attraverso un sistema di quote.
  Quando nacque l'Opec non se ne accorse quasi nessuno. Nel 1960, infatti, l'offerta  di petrolio era abbondante e il prezzo basso, con il mercato controllato dalle grandi compagnie petrolifere occidentali. Durante gli anni sessanta, l'iniziativa dell'Opec mirò quasi esclusivamente alla difesa del prezzo e quindi a contrastare il potere delle grandi compagnie petrolifere internazionali.
In un primo tempo, tuttavia, i tentativi di elaborare una politica comune tra i paesi membri ebbero scarsi risultati e persino le quote di produzione collegialmente stabilite vennero spesso violate.

CARATTERISTICHE DELL' OPEC
La struttura del mercato del petrolio è per molti versi ideale per la creazione di un cartello autosanzionante e duraturo.
La produzione di petrolio è infatti limitata per la maggior parte ai Paesi OPEC; esistono altri produttori, è vero, ma sono molto meno consistenti. Essendo una risorsa energetica che non può essere creata, il mercato del greggio presenta una totale barriera all'entrata.
Il fatto che i produttori siano pochi ed abbiano quote di mercato molto consistenti è un altro vantaggio per la stabilità del cartello, infatti facilita la possibilità di trovare accordi tra i Paesi produttori.

PAESI MEMBRI DELL' OPEC

Questi sono i paesi produttori di petrolio membri dell'Opec:

  • Algeria

  • Arabia Saudita

  • Emirati Arabi

  • Indonesia

  • Iran

  • Iraq

  • Kuwait

  • Libia

  • Nigeria

  • Qatar

  • Venezuela

La mappa dei paesi aderenti all'Opec

Due volte all’anno, o più frequentemente, se necessario, i ministri del petrolio e dell’energia dei paesi membri si riuniscono in un vertice, nel quale viene deciso il livello di produzione. Gli undici membri dell’Opec gestiscono in totale circa il 40% della produzione petrolifera mondiale, e possiedono oltre il 75% delle risorse petrolifere disponibili al mondo.
Ecco nel dettaglio la classifica dei paesi membri per produzione giornaliera di barili di greggio:

PAESE MEMBRO

BARILI PRODOTTI AL GIORNO
(X 1000)

Arabia Saudita

7,888.99 

Venezuela 2,791.90 
Iraq

2,593.00

Iran

2,446.00

Emirati Arabi Uniti

2,114.20

Nigeria

2,017.60

Kuwait

1,947.00
Libia

1,323.50

Indonesia 1,214.20
Algeria   776.60
Qatar 632.90

Questa, invece, la graduatoria dei paesi membri in base alle riserve di greggio possedute:

PAESE MEMBRO RISERVE DI PETROLIO IN BARILI
(X 1.000.000)
Arabia Saudita 262,697
Iraq 112,500
Emirati Arabi Uniti 97,800
Kuwait 96,500
Venezuela 77,685
Libia 36,000
Nigeria 31,506
Iran 26,600
Qatar 15,204
Algeria 11,314
Indonesia 5,123

Coordinamento tra i paesi dell'Opec. Tra i paesi membri dell'Opec c'è chi sostiene la necessità di una diminuzione della produzione. E' questa la posizione del Venezuela, della Libia e dell'Arabia Saudita. Ultimamente, analizzando la crescita economica mondiale da una parte e l'accordo dei paesi produttori che non sono membri dell'Opec dall'altra, si sostiene che questa diminuzione sia già in atto.

La questione, se vera o meno, dipende molto dalla posizione dei paesi che non sono membri dell'Opec, posizione che differisce molto da un paese all'altro. Il Messico, ad esempio, diminuirà la sua produzione di circa 100.000 barili al giorno. Anche la Norvegia non si è opposta ad un ridimensionamento della sua produzione, dal momento che è lo strumento principale per la stabilità dei prezzi. Si consideri, però, che i prezzi attuali non sono diminuiti fino al livello che la riduzione della produzione avrebbe potuto indurre. La Norvegia, inoltre, sostiene il mantenimento dei prezzi ad un livello tale che possa ristabilire la ripresa delle economie dei paesi industrializzati.

La capacità, dunque, dell'Opec di controllare i prezzi va incontro a notevoli difficoltà, riassumibili nei tre seguenti punti:

Il superamento di queste difficoltà ed un maggior coordinamento tra paesi membri e non membri sono le due condizioni necessarie affinché l'azione di controllo dei prezzi, da parte dell'Opec, possa essere agevole ed efficace.


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