Sotto il regime di Saddam Hussein le donne hanno vissuto, paradossalmente, in una situazione tra le migliori nelle aree mediorientali di matrice musulmana. Ricevevano una buona educazione e il 40% della popolazione femminile lavorava nella pubblica amministrazione.
«In Iraq – dice Sergio Baldi, esperto di tradizioni islamiche e docente all’Istituto Universitario Orientale di Napoli – si potrebbe assistere nel breve periodo a un’involuzione della figura della donna per la pressione esercitata da gruppi oltranzisti».

La “democrazia” delle donne irachene
Il dopo Saddam è ancora avvolto nel mistero. La fine del suo regime potrebbe significare l’avvento dell’estremismo sciita per anni costretto ai gradini più bassi della società. Potrebbe così verificarsi quanto accaduto in Kuwait dopo la prima guerra del Golfo: la trasformazione in una moderna democrazia liberale ha ceduto il passo a una situazione di fatto in cui le donne non hanno nemmeno diritto al voto.
Donne irachene al tempo del raìs

Ma potrebbe anche, come evidenziato da Baldi, portare al riconoscimento dell’uguaglianza tra uomo e donna in una forma estrema quale quella delle donne kamikaze in Palestina. La paura di vedere calpestati i propri diritti ha spinto circa mille irachene, esuli in Kuwait, a tornare nel loro Paese per ricordare che «l’Iraq non è l’Afghanistan». Un modo per dire che il burka, e non solo, è lontano anni luce dalla loro realtà.

Al majideh, eterna e forte: questa era la donna del raìs 
L’articolo 2 della legge del partito Baath iracheno stabiliva l’uguaglianza dei sessi. A partire da questo articolo, tutti i regolamenti garantivano i diritti delle donne. Nella Legge del Lavoro è riconosciuta l’uguaglianza nel mondo del lavoro. In quella dell’Agricoltura si dichiara il diritto della donna a ereditare o a vendere la proprietà delle terre, si garantisce l’accesso all’assicurazione sociale e all’educazione gratuita. Alla fine degli anni ’70 il tasso di analfabetismo tra la popolazione femminile era prossimo all’80%. Una campagna della Federazione delle Donne dell’Iraq, stando alle dichiarazioni della vicepresidente della Federazione, Iftakhar Ahmed Al Samair, avrebbe abbattuto questo retaggio al 7%. Leggi specifiche sulla famiglia regolamentano il diritto della donna a divorziare e a conservare la casa nonché i doveri degli uomini e delle donne nella cura dei figli.