Le vie di comunicazione sono gravemente deficitarie: non esistono ferrovie e le strade, per quanto inadeguate (spesso si tratta delle antiche carovaniere parzialmente riadattate), sopportano tutto il traffico che fa tuttora ampio ricorso per i trasporti agli animali da soma. È in atto però un vasto programma di potenziamento della rete stradale che, grazie a vari finanziamenti internazionali, dovrebbe in breve raccordare tutti i principali centri del Paese.

Porto di Mogadiscio

Fondamentale via di comunicazione è la superstrada Belet Uen-Burao, che è stata costruita con l'aiuto cinese e aperta al traffico nel 1978; il collegamento Burao-Berbera, terminato nel 1981, è stato invece finanziato dagli Emirati Arabi Uniti. Anche le attrezzature dei principali porti (Mogadiscio, Chisimaio e Berbera) sono state potenziate con aiuti stranieri; in particolare nel 1977 è stato completato l'ampiamento del porto di Mogadiscio grazie ai finanziamenti dell'I.D.A. (Associazione per lo Sviluppo Internazionale) e della C.E.E. Sono state incrementate anche le comunicazioni aeree (compagnia di bandiera è la Somali Airlines); oltre che sull'aeroporto internazionale di Mogadiscio, la Somalia può contare sugli aeroporti di Hargeisa, di Baidoa e su altri sei di minor traffico. I commerci interni hanno scarso rilievo, data la prevalente struttura produttiva di autosussistenza.  La bilancia commerciale ha un passivo molto pesante (a seconda degli anni le esportazioni coprono da un terzo a metà delle importazioni); gli scambi si svolgono soprattutto con l'Arabia Saudita per quanto riguarda le esportazioni, con l'Italia per le importazioni.
 

 

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