Buone possibilità ha anche la pesca (4000 t annue circa), data la ricchezza ittica del Mar Rosso; il prodotto, salato o essiccato, con centri principali a Massaua e ad Assab, è in parte esportato, ma il settore non è adeguatamente sfruttato. Si raccolgono inoltre ostriche perlifere. Complessivamente  il settore primario partecipa alla formazione del prodotto nazionale lordo per il 45%, occupando oltre il 70% della forza lavoro.

 


 

Le risorse minerarie dell'Etiopia sono ancora poco note. Si sfruttano da tempo giacimenti di platino e di oro e sembra ne

Nilo Azzurro

 esistano di ferro, rame, zinco e piombo; dalla Dancalia si ricava ricava salmarino (113.000 t annue). È stata rilevata infine la presenza di petrolio e di gas naturale nel Sud-Est del paese, ma sinora non si conoscono le reali consistenze dei giacimenti che non sono sfruttati. La potenzialità idrica dell'Etiopia è notevolissima e grandiosi progetti sono in corso per l'utilizzazione soprattutto delle acque del Nilo Azzurro. Al momento, tuttavia, la produzione di energia rimane sempre ridotta; essa è per metà di origine termica (che costringe a importare petrolio), anche se sono attivi alcuni impianti idroelettrici, dei quali il più importante entrato in funzione è quello di Koka sul fiume Auasc.

 


 

Industria

Le industrie, eminentemente al servizio del mercato interno, sono in gran parte concentrate ad Addis Abeba e Asmara (di queste ultime però molte hanno interrotto l'attività durante la guerra civile). Esse riguardano fondamentalmente la trasformazione dei prodotti agricoli locali e comprendono perciò zuccherifici, oleifici, birrifici, pastifici, fabbriche di conserve alimentari; si annoverano inoltre diversi stabilimenti tessili che lavorano anche cotone d'importazione, mentre i tabacchifici impiegano prodotto nazionale. Un settore tradizionalmente molto sviluppato è quello della lavorazione del cuoio, che però si articola su imprese a livello artigianale, così come artigianali sono numerose altre attività produttive (ceramica, vetro, calzature, ecc.). Nel complesso la situazione del settore industriale non è migliore di quella dell'agricoltura; l'industria manifatturiera resta infatti attestata su valori estremamente bassi, partecipando con appena l'11% al prodotto nazionale, e ancor più è carente nei settori di base. In effetti non si sono avuti gli sperati risultati né dalla nazionalizzazione dei pochi impianti del paese, né dal fatto che il monopolio della produzione nei settori chiave dell'economia del paese, quali l'industria estrattiva e la produzione d'energia, fosse stato riservato dal passato governo allo Stato.
 

 

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