
Una larga parte di Somali, specie nella Migiurtinia e nella Somalia ex britannica, mantiene il nomadismo, compiendo spostamenti pendolari con armenti di capre e pecore, o anche di bovini. Molti però sono oggi sedentari e praticano non solo l'agricoltura tradizionale africana, vivendo in villaggi di capanne circolari (mondul) col tetto e le pareti di paglia, ma anche anche
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l'agricoltura di piantagione. La loro islamizzazione ebbe inizio già nel nel sec. VII e ciò perché le coste somale furono sempre aperte ai contatti con con la Penisola Arabica: assai prima peraltro le avevano esplorate gli antichi antichi Egizi, che vi acquistavano incenso e altri aromi, come anche i Greci e i Romani.
Il Paese, tranne che alcune città della costa dove le migliori condizioni climatiche consentono uno sfruttamento più intenso del suolo, non è mai stato molto popolato.
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Mercato Brava |
I centri più importanti sono Mogadiscio, Chisimaio, Merca, Hargeisa che si sono notevolmente accresciuti dopo l'acquisizione dell'indipendenza. Mogadiscio in specie è una città che per le sue funzioni di capitale e di massimo porto del Paese, sede altresì delle principali industrie, ha assunto dimensioni notevoli. D'antica origine, già importante centro religioso e politico nel sec. XIII e vivace sbocco sull'Oceano Indiano, decadde quando i Portoghesi, a partire dal sec. XV, monopolizzarono i commerci di tale tratto della costa africana; si riprese da un secolare abbandono solo dopo che l'Italia l'acquistò, nel 1892, dal sovrano di Zanzibar, e mostra perciò un volto in genere moderno, con vari edifici in stile arabizzante, ma per la maggior parte d'impronta decisamente occidentale.
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Uomo in stato di malnutrizione |
Gli altri centri portuali sull'Oceano Indiano, tutti a Sud di Mogadiscio, sono Merca, città assai antica ma il cui sviluppo è iniziato con l'introduzione nel suo retroterra delle piantagioni di banane, Brava, con numerose vestigia della passata dominazione araba, e Chisimaio, ottimo porto (gli nuoce però la posizione eccentrica, essendo situato all'estremità meridionale del Paese), largamente adibito all'esportazione di banane, ma anche all'attività peschereccia. All'interno, nella “mesopotamia” e lungo il corso dell'Uebi Scebeli e del Giuba, vi sono importanti centri agricoli, tutti di sviluppo recente, come Giamama (ex Margherita, sul Giuba), Coriolei e Afgoi, sull'Uebi Scebeli, e Giohar, con alcuni stabilimenti industriali. Nel Nord, per lo più terra di nomadi, le principali città sono Berbera, buon porto sul golfo di Aden, e Hargeisa, vivace mercato in un'area prevalentemente pastorale, sull'orlo rialzato dell'altopiano.
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