


(Al-Mamlaka al-Maghribiya)
Superficie:
458.852 Km² (724.852 Km² con il Sahara
Occidentale)
Abitanti: 30.896.000 (stime 2001), di cui 250.500 nel Sahara Occidentale Densità: 67 ab/Km² (43 ab/Km² compreso il Sahara Occidentale) Forma di governo: Monarchia costituzionale Capitale: Rabat (1.293.000 ab.) Altre città: Casablanca 3.100.000 ab., Marrakech 1.300.000 ab., Fès 850.000 ab., Meknès 825.000 ab. Gruppi etnici: Arabi e Berberi arabizzati 60%, Berberi (Mauri) 36%, Africani neri, Europei e altri 4% Paesi confinanti: Spagna a NORD (Ceuta e Melilla), Algeria a SUD-EST, Mauritania a SUD ed EST Monti principali: Jebel Toubkal 4167 m Fiumi principali: Oum er Draa 1200 Km (fiume non perenne), Oum er Rbia 555 Km, Moulouya 515 Km Laghi principali: Bine el Ouidane Isole principali: - Clima: Mediterraneo - continentale - arido Lingua: Arabo (ufficiale), Francese, dialetti berberi, Spagnolo Religione: Musulmana sunnita 99% Moneta: Dirham marocchino |
Stato dell’Africa sahariana, posto all’estremità occidentale del Maghreb.
Bagnato a ovest dall’oceano Atlantico e a nord dal mar Mediterraneo, confina ad est con l’Algeria, mentre a sud è separato dalla Mauritania dal territorio del Sahara Occidentale, occupato dal Marocco nel 1976-1979.
Ugualmente rivendicate sono le due enclaves spagnole di Ceuta e Melilla, sul Mediterraneo.
Si estende per 458.730 km2 (710.850 comprendendo il Sahara Occidentale) ed è una monarchia costituzionale. La capitale è Rabat.
GEOGRAFIA
Ambiente naturale
RILIEVI
Il territorio è in buona parte montuoso: lungo la costa mediterranea, fino allo stretto di Gibilterra, s’innalza l’allineamento del Rif, culminante a 2456
m. A sud del Rif sorgono le dorsali del Medio Atlante (3354 m) e dell’Alto Atlante (Gebel Toubkal, 4165 m).
A sud-ovest di quest’ ultima si trova l’Antiatlante (2531 m). Al confine con l’Algeria si trova un arido altopiano, e un altro altopiano, la Meseta, sorge tra la costa atlantica e l’Alto Atlante.
I rilievi sono intervallati da pianure, tra cui sull’Atlantico quella fertilissima di Rharb, compresa tra il Rif e il Medio Atlante.
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pianura di Rharb |
COSTE E FIUMI
Le coste atlantiche sono basse e sabbiose, quelle mediterranee frastagliate e più alte.
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fiume Sebou |
I corsi d’acqua hanno scarsa portata e si perdono per lo più nel deserto; tra quelli che giungono al mare spiccano il Moulouya, che sfocia nel Mediterraneo, e il Sebou, che sfocia nell’Atlantico.
Questi fiumi, alimentati da precipitazioni di discreta entità ma limitate ad alcuni periodi, sono a portata incostante.
CLIMA
Il clima è influenzato, oltre che dall’altitudine, dalla morfologia e dalla maggiore o minore vicinanza al mare, nonché dalla prossimità dell’anticiclone
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paesaggio maghrebino |
delle Azzorre.
Nelle zone costiere le temperature sono piuttosto costanti nei diversi periodi dell’anno, con medie invernali ed estive di 11-22 °C; la piovosità va dagli oltre 1.000 mm annui di Tangeri ai 200 mm di Agadir, decrescendo dalla costa verso l’interno.
Qui diventa notevole l’escursione termica e la piovosità tende a diminuire.
Frequenti sono le precipitazioni nevose sui rilievi oltre i 2.000 m.
FLORA E FAUNA
La vegetazione risente delle variazioni di clima ed è comunque di tipo mediterraneo.
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asini |
Sulle pendici dei monti crescono ginepri, pini marittimi querce da sughero e roveri. Altre varietà arboree presenti sono la palma, l’eucalipto, il fico d’India. La vegetazione tende a diradarsi nell’interno e a mano a mano che si procede verso sud, dove predomina la steppa. La fauna è rappresentata da numerosi erbivori, tra cui gazzelle, mufloni, cammelli; sono diffusi i macachi. A protezione di questo patrimonio, soprattutto della flora, esistono due parchi nazionali.
POPOLAZIONE
Il
Marocco ha registrato un enorme aumento di popolazione nel secondo dopo guerra,
ma il suo coefficiente di accrescimento annuo è oggi relativamente poco elevato
(1,9% nel 1995-2000). I dati socio-sanitari pongono il paese tra quelli a
sviluppo umano intermedio: speranza di vita a 69 anni, mortalità infantile al
45%, analfabetismo al 51%.
La popolazione, che all’inizio del secolo non raggiungeva i
5 milioni di abitanti, era circa il doppio al momento dell’indipendenza e nel
2001 ammontava a 28.990.000 abitanti, escludendo la popolazione del
Sahara Occidentale
(306.000 ab.).
Le province costiere concentrano la maggior parte della popolazione.
Molti pastori soprattutto nel sud, praticano ancora il nomadismo.
Rilevante è comunque anche in Marocco il fenomeno dell’urbanizzazione (nel 1926 la popolazione rurale superava oltre il 90%, oggi è oltre la metà), nonché dell’emigrazione: centinaia di migliaia di marocchini vivono oggi in Europa.
La popolazione è per il 98% di stirpe arabo-berbera, derivante dalla fusione di queste etnie a partire dal sec. VII.
CITTA'
La città più popolosa è Casablanca, sulla costa atlantica.
Particolare importanza storica hanno le quattro “città
imperiali” così definite perché furono scelte come
capitali in epoche diverse dalla differenti dinastie islamiche: Rabat, l’attuale
capitale sulla costa atlantica, e nell’interno Fès, Meknès e Marrakech.Altre
importanti città sono Tangeri, sullo stretto di Gibilterra, e Agadir sulla costa
atlantica.

LINGUA
La lingua ufficiale del paese è l’arabo, parlato dal 63% della popolazione, mentre il 24% parla il berbero; relativamente diffusi il francese e lo spagnolo. La religione predominante è quella musulmana sunnita.

ECONOMIA
Basi tradizionali dell’economia sono l’agricoltura e l’attività mineraria, che però non sono in grado di procurare al paese un sufficiente benessere: il livello di vita della maggior parte della popolazione resta basso (il PIL pro capite annuo, nel 2000, era di 1.160 dollari).
L’agricoltura è generalmente antiquata e generi alimentari, anche di prima necessità (per esempio i cereali), devono essere importati, mentre l’attività mineraria risente della ridotta domanda sul mercato mondiale del prodotto principale (i fosfati). La moneta è il dirham.
AGRICOLTURA
Benché
il suo sviluppo continui ad essere ai primi posti tra gli obbiettivi
dei vari
piani governativi, l’agricoltura resta un settore arretrato: l’arativo non
occupa che un quinto del territorio, più della metà dei contadini non possiedono
terra a gli altri possiedono per lo più appezzamenti piccolissimi, la
meccanizzazione e l’irrigazione sono limitate.
Le condizioni climatiche non favoriscono i raccolti,a causa delle frequenti siccità.
Più della metà della terra arabile è coltivata a cereali, soprattutto orzo e frumento, ma anche miglio, segale, riso, avena e sorgo; tuttavia la produzione non è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale.
Altri prodotti sono invece esportati, in particolare gli agrumi e i pomodori.
Ugualmente destinati all’esportazione sono le patate e i legumi, di cui c’è una notevole produzione.
Abbastanza sviluppata è la frutticoltura, oltre agli agrumi si producono albicocche, datteri, mele, pesche, pere e prugne.
In
fase di sviluppo è la viticoltura, un tempo praticata esclusivamente per la
produzione di uva da tavola, ma oggi destinata anche in parte alla
vinificazione.
Sono inoltre coltivati l’olivo, le arachidi, il tabacco,il lino e il cotone.
Discreto sviluppo hanno lo sfruttamento forestale (cedro e sughero), la pesca (sardine e tonni destinati all’inscatolamento) e l’allevamento, soprattutto ovino.
RISORSE MINERARIE
Il settore minerario, uno dei più importanti per l’economia del paese, è basato sull’estrazione dei fosfati, di cui il Marocco è il terzo produttore mondiale.
I principali giacimenti sono a Khourigba, a Youssoufia, a Meskala e a Bu Craa (quest' ultimo nel Sahara Occidentale).
INDUSTRIA
Il settore industriale non è molto sviluppato. Il settore più importante è quello alimentare, con oleifici, zuccherifici, conservifici.
Anche altri impianti lavorano a loro volta le materie prime locali: il cotonificio, l’industria del tabacco e quella del cemento; relativamente sviluppata è la produzione di fertilizzanti.
Abbastanza rilevante è l’attività industriale basata sull’artigianato tradizionale, soprattutto quella del cuoio (il famoso marocchino) e dei tappeti. Ancora limitati sono invece gli impianti metallurgici (acciaio, piombo, ghisa), chimici (acido solforico) e meccanici.
Il principale centro industriale è Casablanca. .
TURISMO
Numerosi
gli arrivi di turisti, provenienti in gran parte dall’Europa occidentale e
attirati so
prattutto dalle zone balneari sia atlantiche, sia mediterranee, ma
anche dalle montagne dove non mancano i centri sciistici.
Tra le opere d’arte si collocano le architetture delle antiche città imperiali del Marocco: Rabat, Fès, Meknès e Marrakech; gli scavi romani e pre-romani di Volubis e Lixus; le grandiose costruzioni ispano marocchine di epoca almohade (sec. XII) come la Koutubia di Marrakech e la moschea Assan di Rabat; le ricche madrase dei tempi di Abu el Hassan (sec. XIV); le opere edificate sotto Moulay Ismail, (fine del sec. XVII, inizio del sec. XVIII), il grande costruttore delle mura di Meknès e della monumentale porta Bab el Mansour.
Di grande fascino le fortezze berbere e i villaggi fortificati nelle valli dell’Atlante e a sud di questo, nella fascia di transizione al grande deserto che occupa il sud marocchino.
COMMERCIO E COMUNICAZIONI

La scarsa modernizzazione del commercio interno è un altro dei fattori negativi che ostacolano lo sviluppo dell’economia marocchina. Il commercio moderno è infatti presente solo nelle città, mentre nei villaggi l’attività commerciale è quasi interamente fondata sul mercato settimanale (il suk).
Per quanto riguarda il commercio estero, la bilancia commerciale è perennemente negativa, in quanto le esportazioni di generi alimentari, prodotti industriali e fosfati non compensano che in minima parte la necessità di importare grandi quantitativi non solo di petrolio e di cereali, ma anche di prodotti industriali.
Il commercio avviene soprattutto con l’UE, e in particolare con la Francia (20-30%).
Anche per quanto riguarda le comunicazioni terrestri la situazione non è molto favorevole: limitato lo sviluppo delle ferrovie, e solo la metà della
rete stradale è asfaltata. I porti principali sono Casablanca e, per il trasporto passeggeri, Tangeri. .