II giorno
Il giorno seguente, nuovo
mistero e conseguente dissidio: molti di noi, spossati dalle lunghe camminate
imposteci il giorno precedente dalla guida semifiamminga (il cui memorabile
‘Mario Silla’ rimarrà nella storia), non hanno gradito i subitanei colpi
-diciamo pure mazzate- scagliati da un ignoto burlone alle sette del mattino
contro le porte delle nostre stanze, annessi ad un perentorio: “Svegliaaaa!”.
Benché la questione sia tuttora rimasta in parte irrisolta, si è poi saputo in
seguito che i docenti, evidentemente spaventati da nostre possibili reticenze
nell’atto della sveglia, avevano assoldato la sera prima un bruto, alle
dipendenze dell’albergo, che avrebbe dovuto ‘persuaderci’ ad accelerare il
nostro risveglio. Dopo una (pessima) corroborante colazione, abbiamo raggiunto
Ercolano, la seconda meta archeologica del nostro viaggio.
[approfondimento su Ercolano]
Un panino e via, tutti a Pozzuoli, paese natale della Sofia nazionale e sede dei reperti ipogei più famosi d’Europa. Da lì a Miseno e a Cuma, dove vaticinava la summentovata Sibilla.
[approfondimento su Pozzuoli, Miseno e Cuma]

